C’era una volta la guerra delle valute. Adesso che il calo di euro e yen spinge al rialzo il dollaro e il franco, nessuno la dichiara. Ma di fatto è ricominciata.
In principio era la Cina. Nella prima metà del decennio passato, le autorità di Pechino erano accusate, soprattutto dagli Usa, di tenere artificialmente basso, con interventi sui mercati, il valore della propria moneta, in una strategia di crescita basata sull’export a buon mercato. Nel 2005, la Cina ha abbandonato l’aggancio al dollaro per lasciare rivalutare, molto lentamente, il cambio. Le accuse degli Stati Uniti, impazienti per il gradualismo eccessivo della Cina, sono riaffiorate qualche anno dopo, anche se Washington ha sempre evitato di dichiarare Pechino un “manipolatore” del cambio, etichetta che avrebbe provocato ritorsioni...