Se l’Europa ha in mano una piccola chance per evitare un’altra fase recessiva, bisogna ringraziare un solo uomo: Mario Draghi. Il presidente della Bce, a margine della riunione di giovedì scorso all’Eurotower, ha deciso di aumentare il quantitative easing nonostante i ripetuti inviti a desistere arrivati della parte più ostracista del board (quella tedesca), che non votava per le nuove regole di «turnover» dei membri.
La Bce, d’ora in poi acquisterà titoli di stato e (novità) obbligazioni corporate della zona euro per un ammontare totale di 80 miliardi di euro al mese, venti in più rispetto ai termini precedenti. Draghi, tuttavia, non si è fermato qui, ma ha anzi raddoppiato decidendo di attivare quattro nuove operazioni di finanziamento agevolato (Tltro) per gli istituti bancari europei,...