La prima e unica piattaforma social al
mondo per il trading online ha il suo
cervello al trentottesimo piano di un palazzo
alle porte di Tel Aviv. Yoni Assia, 38
anni, nipote di un banchiere svizzero con
mamma avvocato e padre noto startupper,
è il fondatore e ceo di
eToro.
La società,
nata una dozzina di anni fa, oggi
conta 10 milioni di clienti sparpagliati in
140 Paesi del mondo, 700 dipendenti,
conun totale di transazioni per oltre 1 trilione
di dollari l’anno.
L’idea è semplice: copiare quello che
fanno i più bravi. Con un clic, da pc o
smartphone, si sceglie uno o più trader,
a seconda delle performance raggiunte e
del livello di rischio, e si investe esattamente
allo stesso modo. Tra i più copiati
c’è anche un italiano, Massimiliano De
Falco, nickname Jarodd76, informatico
di Roma che ha iniziato copiando e in un
paio d’anni ha messo in piedi un bel
gruzzolo, diventando pifferaio di centinaia
emulatori (dai quali arriva un extra
profitto).

In
eToro si può anche chattare, chiedere
consigli, muoversi senza sentirsi soltanto
un numero. Insomma, una sorta di Facebook
della finanza. Inoltre, eToro è
stata la prima piattaforma a offrire investimenti
sul progetto Libra, la criptovaluta
lanciata da Facebook.
Assia si sente un
po’ un «Messia» di una finanza globale
alla vigilia di forti cambiamenti: «Abbiamo
l’obiettivo di stravolgere l’industria
della gestione patrimoniale, dando la
possibilità a chiunque di investire online
da qualsiasi parte delmondo».
Non chiedono
commissioni, né di ingresso né di
uscita; i loro profitti derivano dalle commissioni
sulle transazioni effettuate.
Hackers, infiltrazioni, manipolazioni,
Assia si sente sicuro. La piattaforma è
stata progettata qui, nel centro della Sylicon
Wadi, dove la cybersicurity, per ovvi
motivi militari e di storia del Paese, è ai
massimi livelli.
«Mi avevano consigliato
di far nascere eToro aNewYork – racconta
Assia – ma l’ecosistema di Tel Aviv è
unico al mondo, e abbiamo fatto bene».
Qui, tra Beer Sheva (la tecno città a 115
chilometri da Tel Aviv nel deserto del Negev)
e Sylicon Wadi (Valley in arabo) vengono
ormai investiti ogni anno 6,5 miliardi
di dollari in start-up. In Israele ce
ne sono ottomila, e solo il 4% diventa realtà.
Come
eToro.
Oppure Sosa,una sorta
di incubatore della creatività il cui Ceo
Uzi Scheffey è diventato uno dei guru
della Cyber Sicurity. O Arbe Robotic, che
sta progettando innovativi mini radar
per le auto senza guidatore.
C’è anche Binah
Ai, fondata 3 anni fa da David
Maman, che ha inventato un software in
grado di «leggere», usando l’obiettivo di
un telefonino, lo stato di salute delle persone.
E c’è pure iAngels, una venture capital
boutique specializzata in start-up di
alta tecnologia. Il Ceo èMorAssia, la consorte
di Yoni, e uno dei fondatori è il padre.
Anche in Israele il senso della famiglia
è molto forte.
Grazie all'efficienza della piattaforma e soprattutto alla possibilità di operare copiando i segnali da altri traders,
eToro è una delle migliori piattaforme Forex per iniziare.