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mercoledì 28 novembre 2012

Opzioni plain vanilla ed opzioni esotiche

In questo educational, spiegheremo quelle opzioni che vengono definite dagli adetti ai lavori «esotiche».

Si tratta di opzioni che si riferiscono a tutto quel gruppo di opzioni finanziare che non possono essere comprese tra le tipologie classiche di diritti insiti a contratti a termine europee o americane. Questi tipi di derivati sono conformati su particolari caratteristiche dei payoff. È proprio questa proprietà a rappresentare l’elemento caratteristico comune. Mentre nel caso delle opzioni «plan vanilla» classiche, la funzione dei flussi di cassa attesi dipende dal valore del sottostante a scadenza, e da variabili cosiddette «greche », invece in quello delle opzioni esotiche essa è determinata da variabili differenti.

Considerando il gran numero di categorie di opzioni esotiche che esistono in circolazione, esse possono essere raggruppate in quattro macro gruppi, ognuno spesso non esclusivo: opzioni binarie, opzioni barriera, opzioni asiatiche e opzioni lookback. Attenzione però.

È possibile, se non proprio probabile, che una particolare opzione esotica appartenga a più di una categoria in conseguenza di un trend di miscelazione tra diverse categorie di contratti che ha portato alla creazione di strutture molto complesse derivate che hanno poi il problema di venire prezzate correttamente sui mercati finanziari.

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lunedì 26 novembre 2012

Opzione put sull’indice europeo Eurostoxx

Sull’Eurostoxx50, nonostante una tendenza leggermente negativa, al momento non si intravedono, su orizzonti temporali ampi, particolari segnali direzionali che fanno presagire un ritorno massiccio delle vendite.
Si sta difatti configurando la seconda correzione del movimento rialzista iniziato dai minimi di periodo dello scorso giugno a cui in un secondo momento potrà seguire un nuovo rialzo con la relativa definizione anche di massimi relativi maggiori rispetto a quelli registrati lo scorso mese di settembre.

Analizzando la situazione di più breve periodo si sono configurati i primi importanti segnali di possibile inversione al rialzo e ritorno degli acquisti. Circostanza riscontrabile praticamente su tutti i principali future mondiali, così come sull’Eurostoxx, che hanno retto molto bene alla pressioni ribassiste definendo la scorsa settimana un ritorno dei Tori sul mercato.

Questo movimento ascendente ha consentito al future europeo di raggiungere quelli che erano i nostri due target rialzisti del movimento posti rispettivamente a 2.517 e 2.535 livelli testati nella giornata di giovedì scorso. Inoltre sui medesimi livelli statici individuiamo anche una trendline dinamica decrescente che impatta proprio sui medesimi massimi.

Dovremo prestare attenzione proprio a questi due principali livelli di resistenza a breve in quanto potranno respingere le velleità rialziste e definire quantomeno un movimento correttivo per l’Eurostoxx riportandolo come obiettivi minimi a 2.479-2.466, dove potremmo rivedere un ritorno degli acquisti.

Questa view scaturisce oltre ovviamente da un’analisi accurata dei prezzi di mercato anche dall’osservazione dei principali indicatori Rsi e Stocastico: su timeframe a 4 ore il Rsi ha testato proprio giovedì l’area di ipercomprato a 70 e l'oscillatore stocastico potrà fornire nelle prossime ore un segnale short. Inoltre passando anche ad un timeframe più ristretto, orario, possiamo intravedere una chiarissima divergenza negativa sia sul Rsi che sullo stocastico segnali che confermano ulteriormente la nostra view ribassista.

Qualora il movimento ribassista dovesse configurarsi, raggiungere i target e successivamente proseguire nella discesa molta attenzione in caso di violazione dei minimi di periodo a 2.422, se dovessimo registrare conferme su ampi timeframe si creerebbe un nuovo segnale negativo sul future europeo. Una negazione dello scenario sopra descritto si avrebbe solamente in caso di superamento della resistenza statica passante a 2.558 che consentirebbe un immediato ritorno degli acquisti riportando la tendenza positiva di medio termine.
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giovedì 15 novembre 2012

Cosa influenza il prezzo di un’opzione?

prezzo-opzione-fattoriIl prezzo di un’opzione è determinato sulla base di ben definite formule matematiche sviluppate all'interno del modello di Black e Scholes, i fattori che influenzano questo prezzo sono essenzialmente:
  • il prezzo corrente del sottostante,
  • il prezzo d’esercizio,
  • la vita residua dell’opzione,
  • il tasso di interesse,
  • la volatilità del prezzo del sottostante,
  • eventuali dividendi percepiti sul sottostante durante la vita dell’opzione.
Le relazioni tra queste determinanti vengono espresse da alcuni indicatori che gli addetti ai lavori chiamano «greche»: ognuna di queste lettere definisce sostanzialmente una dimensione del rischio riguardante una posizione in opzioni.

Ad esempio, il Delta esprime la relazione tra la dimensione della variazione di prezzo di un'opzione e quella del sottostante sul quale è sottoscritta; il Theta invece lega la variazione del prezzo di un'opzione rispetto al tempo.

Tralasciando per adesso le funzionalità di questi indicatori nell'attività di trading e nella gestione del rischio di singole opzioni, ma soprattutto dei portafogli di opzioni, quello che si riesce ad intuire riguardo all’operatività su questo tipo di strumenti è che, molto spesso, essere dalla parte giusta del mercato non è l’unica determinante alla base di strategie profittevoli, ma questa deve essere combinata con delle tecniche di gestione delle variabili di rischio.

Maggiori informazioni le puoi ottenere aprendo un conto prova gratuito per il trading in opzioni binarie.

martedì 13 novembre 2012

Strategia trading dollaro yen

cambio-dollaro-yenOttima tendenza rialzista registrata sul cambio dollaro/yen che dai minimi di periodo ha iniziato un positivo movimento ascendente giunto a definire nuovi massimi a 80,66. Tuttavia nella settimana appena trascorsa, complice anche la debolezza a cui abbiamo assistito sui mercati finanziari, si è assistito a un ritorno delle vendite sul cross che si è riportato appena sotto l’area psicologica di 80.

È evidente anche una divergenza negativa formatasi sull’indicatore Rsi che mostrava l’allentamento della forza rialzista e faceva presagire una correzione dai massimi della scorsa ottava.
È comunque importante sottolineare come, nonostante la correzione a cui abbiamo assistito, il quadro tecnico rimane ancora attualmente positivo e rialzista e non si sono al momento disegnati segnali particolari di deterioramento della situazione grafica e riteniamo che nelle prossime sedute possano riprendere gli acquisti in favore della valuta americana.

Ci attendiamo perciò nuovi acquisti e con elevata probabilità la definizione di nuovi massimi di periodo, superiori a quelli della scorsa ottava. Il target finale del movimento lo poniamo nell'area compresa tra 81, livello importante in quanto soglia psicologica e 81,22 dove ricadono una serie di resistenze statiche che metteranno fine, nel medio termine, al movimento rialzista in atto dai minimi di periodo, definendo in seconda battuta un'ampia correzione che riporterà la divisa americana nei confronti dello yen giapponese nuovamente in area 79.

La nostra view rialzista nel breve termine verrebbe negata solo qualora il cross dovesse proseguire nel movimento discendente in atto violando così il supporto stante a 79,26 che richiamerebbe immediatamente nuove vendite sul mercato.

Opzione Call sul cambio

Per queste ragioni decidiamo di acquistare un’opzione call, con implicazione rialziste, con 0,1 lotti e scadenza fissata al prossimo 23 novembre che ci permette di seguire la prosecuzione del movimento ascendente di medio termine in atto raggiungendo così i target sopra citati. Il livello supportivo da osservare con maggiore attenzione è posto a 79,26, la cui violazione richiamerebbe immediatamente sul mercato nuove vendite negando le possibilità di proseguire nel rialzo; qualora si dovesse configurare questo segnale chiuderemmo la nostra opzione rialzista entrando direttamente short sul sottostante.

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sabato 6 ottobre 2012

Opzione sull’indice Ftse Mib

opzione-indice-mibIl valore dell’indice italiana Ftse Mib ha avuto una flessione negli ultimi giorni, motivata probabilmente da nessun evento in particolare ma soprattutto da aspetti di natura tecnica: la volatilità era bassa e i prezzi nel breve periodo erano cresciuti molto.

Le aspettative nel breve periodo sono alquanto incerte: da un lato ci si trova in tendenza positiva di lungo periodo, dall’altro il mercato comincia a dare evidenti segni di debolezza.

Strategia operativa di trading

In questi casi è opportuno costruire delle strategie in opzioni come la seguente, impostando le seguenti operazioni (tutte le opzioni con scadenza 19 ottobre 2012) quando l’indice Ftse Mib vale 15.408 punti:
  • acquisto di 2 call, strike 16.000 a 161 punti indice;
  • vendita di 3 call, strike 16.750 a 42 punti indice;
  • acquisto di 2 put, strike 14.750 a 175 punti indice;
  • vendita di 3 put, strike 14.000 a 58 punti indice.
Complessivamente la strategia costa 930 euro e permette di guadagnare al massimo 2.800 euro, sia al rialzo sia al ribasso. È indicata se si attende un movimento al rialzo o al ribasso del Ftse Mib dal 3% al 8% entro la scadenza di ottobre.

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mercoledì 19 settembre 2012

Opzione put su cambio forex EUR GBP

opzione-put-cambio-forexOttimo rialzo registrato nelle ultime settimane dal cambio euro/sterlina che evidenzia altresì la forza relativa manifestata dalla moneta unica rispetto alla valuta inglese.

Sul EurGbp si è configurato un ottimo rialzo dall’area 0,7750 fino a contatto con importantissime resistenze, target finali del movimento, posti a 0,8025-0,8030 realizzando così un uptrend di quasi tre figure, davvero notevole.

Ci attendiamo un ritorno di debolezza della valuta europea nei confronti della sterlina che riporterà il cross in prima battuta verso il nostro primo target a 0,7940 successivamente, dopo un rimbalzo tecnico, proseguirà la debolezza e verranno raggiunti gli obiettivi di più lungo termine a 0,7893 e 0,7858, target finale del movimento.

Chiari i segnali che ci vengono forniti anche dagli indicatori: sia il Rsi sia l’Oscillatore stocastico stanno creando della evidenti divergenze negative e quest’ultimo ha già creato un primo segnale ribassista Vista la nostra view decidiamo di acquistare un’opzione put con scadenza fissata al 19 ottobre, poco più di un mese, in modo che si possa compiere l’intero movimento ribassista.

Fissiamo inoltre come strike price 0,7950, livello che in caso di rottura fornirebbe una prima conferma della possibile inversione sul medio termine, generando successivamente la discesa dell’euro fino ai target preposti. Ottimo il rapporto rischio-rendimento dell’operazione a fronte di un premio pagato esiguo le opportunità di guadagno davvero notevoli.

Ti consigliamo di operare in opzioni con broker forex specializzati e autorizzati come Markets.com e Saxo Bank. Puoi anche aprire un conto prova gratuito per testare le tue conoscenze, entrambi i broker regalano una guida al trading Forex e seminari online.

sabato 15 settembre 2012

Vendita allo scoperto di opzioni

"Stai lontano dai grafici intraday. Anzi, meglio, siediti a due metri dal monitor, così che per capire il trend del mercato sarai costretto a guardare grafici settimanali".

È questo uno dei tanti aneddoti che snocciola Jens Rabe, uno dei migliori trader tedeschi specializzato in opzioni «In realtà io sono nato come trader intraday - racconta Rabe -ma poi ho capito che se volevo cavalcare i trend importanti non dovevo chiedermi dove poteva andare il mercato ma dove era probabile che non andasse». Ma in cosa consiste la strategia di Rabe?

"Vendo opzioni nel 95% dei casi - spiega - Cerco di raccogliere i premi se i mercati sono stabili o se il pubblico impazzisce pagando troppo delle opzioni out of the money. A volte sono trend follower e a volte sono contrarian,ma cerco sempre di mettermi dei punti di uscita per non perdere la camicia. Se compri un’opzione per guadagnare devi avere un buon movimento di prezzo, se invece vendi un’opzione e sbagli la direzione del mercato puoi pareggiare o addirittura guadagnare semplicemente sfruttando la volatilità. C’è un’altra differenza tra le due strategie: tutti in Borsa dicono di tagliare le perdite e lasciare correre i profitti.

Tagliare le perdite può risultare facile se sei disciplinato, ma lasciare correre i profitti è difficile. Pensate a chi ha comprato Apple a 60 dollari e ora quota 600: davvero ci sono persone che l’hanno tenuta in portafoglio per tanto tempo? Ecco, con la vendita allo scoperto delle opzioni abbiamo risolto automaticamente il problema di quanto possiamo guadagnare perché è un valore certo e ci possiamo così focalizzare sulla gestione del rischio e sulla limitazione dello stop loss.

Penso che questo aspetto sia tralasciato da molti ma è il cardine del successo nel trading".

Iron Condor anche per i principianti, quindi? "Sono la strategia migliore - risponde Rabe - perché se applicata correttamente può portare profitti soddisfacenti con rischio limitato. Ci sono molti trader che applicano solo Iron Condor e ottengono risultati positivi anno dopo anno. Penso ad esempio ad applicare questa strategia su indici come il Russell 2000 o l’S&P500 o addirittura su azioni "noiose" come Ibm o Mcd".

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